EXCURSUS: GAUDETE ET EXSULTATE N.1

Introduzione

Il titolo è un invito alla gioia semplice del Vangelo citato all’inizio dell’Esortazione: «Rallegratevi ed esultate» (Mt 5,12). L’invito alla gioia evangelica era risuonato già nella prima Esortazione di Francesco, che aveva per titolo Evangelii gaudium, e così pure nei documenti magisteriali Laudato si’ e Amoris laetitia, che fanno appello alla lode e alla letizia.

Le connessioni della Gaudete et exsultate con gli altri testi magisteriali di Francesco, ci fanno comprendere che l’Esortazione è il frutto maturo di una riflessione che il Pontefice porta avanti da molto tempo, ed esprime in maniera organica la sua visione della santità intrecciata a quella della missione della Chiesa nel mondo contemporaneo.

Di quale gioia Francesco sta parlando? Per il Papa, la gioia è la «consolazione spirituale» di cui scrive sant’Ignazio, la «gioia interiore che stimola e attrae alle realtà celesti e alla salvezza dell’anima, dandole tranquillità e pace nel suo Creatore e Signore» (Esercizi Spirituali, n. 316). Il cristiano non può avere «faccia da funerale» (EG 10).

Il sottotitolo indica il contesto in cui siamo chiamati a vivere la santità: il mondo attuale, i nostri giorni.

I precedenti di altri Papi
Paolo VI con la Gaudete in Domino, “Rallegratevi nel Signore”(9 maggio 1975).
«Noi – scriveva Montini – possiamo gustare la gioia propriamente spirituale, che è un frutto dello Spirito Santo: essa consiste nel fatto che lo spirito umano trova riposo e un’intima soddisfazione nel possesso di Dio Trinità, conosciuto mediante la fede e amato con la carità che viene da lui. Una tale gioia caratterizza, a partire di qui, tutte le virtù cristiane.
Le umili gioie umane, che sono nella nostra vita come i semi di una realtà più alta, vengono trasfigurate» (GD III).

Papa Giovanni XXIII con il suo discorso di apertura del Concilio Vaticano II, Gaudet Mater Ecclesia, “La Madre Chiesa si rallegra” (11 ottobre 1962).

Il riferimento al Documento finale della V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi (Aparecida 2007), dove l’appello alla gioia riecheggia circa 60 volte.

In quel documento la gioia del discepolo segnava la sua vita spirituale e la sua tensione alla santità: «Non è un sentimento di benessere egoista, ma una certezza che sboccia dalla fede, che rasserena il cuore e ci rende capaci di annunciare la buona notizia dell’amore di Dio» (n.29). E ancora: «Possiamo incontrare il Signore nel bel mezzo delle gioie della nostra esistenza limitata, e questo fa nascere nel nostro cuore una gratitudine sincera» (n.356).

L’obiettivo dell’Esortazione
«Far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità, cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità» (GE 2).

L’indice
La Gaudete et exsultate si compone di cinque capitoli.

  • La chiamata alla santità (nn.3-34)
  • Due sottili nemici della santità (nn.35-62)
  • Alla luce del Maestro. Le beatitudini (nn.63-109)
  • Alcune caratteristiche della santità nel mondo attuale (nn.110-157)
  • Combattimento, vigilanza e discernimento (nn.158-177)

Nel prossimo numero affronteremo il primo capitolo: “La chiamata alla santità”. (Per leggere il testo integrale dell’Esortazione apostolica: clicca qui)

Fonte: www.diocesisenigallia.it

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