Dalle lettere

DALLE LETTERE DI FRA GIUSEPPE AL PADRE

  • “Le dico che dopo essermi fatto prete voglio farmi religioso…e quindi sarò costretto ad abbandonare per sempre, e casa, e parenti, e patria, e anche lei, padre mio, lei unico mio bene terreno, lei che amo più di qualsiasi altro mio parente, perché è l’unico che ha dei veri sentimenti religiosi.”
  • “Grande, infinitamente grande è l’affetto e la riconoscenza che a lei mi legano; ma molto più grande è l’affetto e la riconoscenza che mi legano a Dio; quindi devo servire Dio non lei, essendo Dio il nostro unico fine.”
  • “Alcune volte entrando in qualche chiesa aggregata ad un monastero, e udendo i divini cantici che le monache innalzano al divino Fattore mi immagino di essere anche io in un monastero, chiuso in cella, cinto da un penoso cilicio, coperto da una tunica, inginocchiato innanzi al crocifisso, che prego per me e per i miei fratelli. Oh bei sogni!… Oh sogni sublimi!… Quanto non sarò allorchè si saranno effettuati!”
  • “Lei, (padre) sarebbe stolto e crudele se osasse opporsi alla mia vocazione; Si lo ripeto, lei sarebbe stolto e crudele. Mi scusi o padre, se parlo in questo modo; ma che vuole, mi compatisca perché non è ira ma amore che mi fa parlare…non mi neghi questa grazia…”
  • “Deh! Per pietà padre mie, per pietà! Per l’amore che lei porta a Dio… a me…mi dia il sospirato consenso (di farmi cappuccino e di andare a Sortino) e levi così l’anima mia dalle tante ambasce e dalle tante afflizioni in cui si trova.”
  • “Io spero, sono sicuro, che lei non mi si opporrà tanto alla mia vocazione da costringermi a fare ciò che in tal caso han fatto tanti santi… che fuggirono dalla casa…”
  • “Le persecuzioni saranno per me quel che sono i frutti del mare per lo scoglio; potranno bagnare le mie gote di lacrime, ma espugnare la mia vocazione (di essere cappuccino) non potranno…”
  • “Sabato scorso ho indossato l’abito cappuccino e sono entrato in noviziato (a Sortino). Oh quanta gioia non provai nel vestire quella ruvida tunica, i sandali ed il cingolo!”
  • “Allorquando considero la mia povertà mi sento consolare grandemente, perché penso che sono povero, io sono per Gesù Cristo, e chi è povero per Gesù Cristo è ricco, anzi sommamente ricco.”
  • “Quantunque siamo divisi materialmente, pure possiamo benissimo unirci col cuore amandoci tutti e raccomandandoci reciprocamente al Signore.
  • “Qui (a Sortino) ci sto benissimo; quindi l’anima mia gode una pace che per me è come un piccolo saggio di quella eterna, che con la grazia di Dio spero goder lassù nel regno dei cieli.”
  • “…la mia salute, come al solito, è buona; e ciò proviene sia dall’aria molto ossigenata di questo paese (Sortino), sia dalla vita ben regolata che qui si mena, e sia della pace dell’anima che vi godo.”


DALLE LETTERE DI FRA GIUSEPPE AL CAN. PENNINO (Confessore)

  • “Io desidero ardentemente d’impiegare la mia vita avvenire per la maggior gloria di Dio, per la salvezza mia, e per la conversione delle anime.”
  • “…per divina ispirazione ho pensato d’andare a viver solo in una casa composta di una piccola camera un camerino ed una cucina…per vivere una vita solitaria e dedita all’orazione…”
  • “Quando leggo e sento raccontare la vita dei santi, ed in special modo quella di San Francesco d’Assisi… e di altri, l’anima mia si entusiasma e sento un ardente desiderio d’imitarli… vorrei pregare, vorrei far penitenza…”
  • “Io sento in me un ardente desiderio di farmi santo… io ho sete e fame della perfezione cristiana…”
  • “Io ho ricevuto da Dio moltissime grazie, devo menare una vita tale da corrispondervi nel miglior modo possibile…vorrei pregare, vorrei predicare, vorrei far penitenza, vorrei esercitarmi in opere di misericordia…”
  • “Sappia, o padre, che io ho un ardente desiderio di dedicarmi tutto a Dio senza alcuna riserva, e di far tutto per la sua gloria, essendo egli l’unico oggetto dell’amor mio…”
  • “Desidererei di poter andare negli ospedali per assistere gli infermi, per consolarli…vorrei poter andare nei ricoveri mendicità, per pulire i poveri, per pettinarli, per lavare loro i piedi…”


DALLE LETTERE DI FRA GIUSEPPE ALLA SORELLA

  • “Non tralasciare mai le orazioni mentali, l’esame di coscienza, il santo Rosario, la lettura spirituale e tutte quelle pratiche di pietà che servono a tenere sempre acceso nel cuoreil santo fuoco dell’amor divino”