Il convento di Sortino

La fondazione del convento risale al 1556. Distrutto dal terremoto del 1693, grazie alla munificenza dei Principi di Cassaro e Marchesi di Sortino, venne quasi totalmente riedificato nel 1748.

Sede del noviziato dal 1764 dopo la soppressione degli Ordini Religiosi del 1866 fu uno dei primi conventi del Sud Italia ad essere riaperto (1879) per questo accolse tra le sue mura anche i novizi di Napoli e di Bari.

Fra le sue mura è vissuto e si è spento Fra Giuseppe Maria da Palermo, giovane novizio di cui è in corso il processo di beatificazione.

Negli anni ’60 è stato sede interprovinciale dello Studentato Teologico.

La chiesa è dedicata alla Vergine addolorata. Semplice e poco appariscente conserva un’opera d’arte eccezionale: il Tabernacolo scolpito in legno da Fra Angelo da Mazzarino in ben 18 anni di lavoro. Nella sua struttura ha inserito vari e rari legni pregiati, quali l’albicocco e la rosa, con particolari in madreperla, avorio, osso e tartaruga. Alcuni pannelli poi risultano unici, infatti li ha realizzati inserendovi addirittura anche radici di fico d’india. La parte inferiore dell’altare è coperta da un pregevole paleotto in cuoio martellato.

L’accogliente struttura è stata concepita e realizzata per favorire quell’atmosfera spirituale necessaria ai giovani che aspirano a scoprire la bellezza e la ricchezza della vita francescana cappuccina. La fraternità si rende presente nella pastorale con l’assistenza spirituale dell’OFS, catechesi per gli adulti, cappellanie alle suore.