ALLA SCOPERTA DI FRA GIUSEPPE – N.1

Con la presente rubrica si vuol far conoscere sempre meglio la figura di Fra Giuseppe Maria da Palermo, attraverso un percorso di approfondimento circa la vita, gli scritti, le biografie, l’iter della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio. 

Nei primi numeri di “Alla scoperta di Fra Giuseppe” presenteremo a “più riprese” la sua biografia; in questa uscita verranno illustrati i primissimi anni della sua vita, in special modo la nascita e la fanciullezza.

Nascita e fanciullezza
Fra Giuseppe nasce a Palermo intono alla mezzanotte del 1° Febbraio del 1864, da Nicolò e Rosa Diliberto. La sera del 2 febbraio, festa liturgica della Presentazione al tempio   del Signore, venne battezzato, così come attesta il cappuccino P. Samuele Cultrera, uno dei maggiori biografi del Servo di Dio:

Il padre, uomo di cristiana pietà,  […] volle che venisse battezzato nello stesso giorno col nome di Vincenzo; il che fu fatto verso sera, nella chiesa di S. Sebastiano, dove allora teneva sede la parrocchia di S. Giacomo della Marina, e dove era cappellano suo zio Giacomo Diliberto[1].

Il quel giorno il Padre lo affidò alla materna protezione di Maria, come egli stesso riferisce “Pregai la Santissima Vergine che offrisse a Dio il figlio mio, come Essa aveva offerto il suo Gesù[2].
Già dalla primissima infanzia Vincenzo o Vincenzino, come difatti veniva chiamato, si mostrò particolarmente vispo e irrequieto, così come attesta il Canonico Giuseppe Ferrigno – che ci ha donato una delle più preziose biografie del Servo di Dio – :

Durante l’infanzia e gli anni primi della fanciullezza,. Vincenzino si diè a vedere di buona indole e di buon cuore, ma vispo ed irrequieto più che non soglia avvenire in quell’ età. Mostrò ingegno vivacissimo e volea sapere il perché d’ogni cosa, e moltiplicava talmente le interrogazioni, e volea conoscere sì a dentro le cose, che spesso non si sapea come rispondergli[3].

Nel 1867 il colera fece strage in Italia, e quindi anche a Palermo. In un sol giorno, il 4 agosto, morirono due fratellini del nostro Vincenzo, il quale, vedendo la madre afflitta e ammalata essa pure, facendosele accanto, le disse : « Mamma, a te la Madonna ti deve guarire della bubù (del colera) ». ; e in verità si riebbe[4].

All’età di cinque anni venne mandato da un maestro che insegnava privatamente e che abitava a pochi metri da casa sua.
Nel 1870 venne iscritto, insieme al fratello Enrico, di poco più grande di lui, presso l’Istituto Politecnico e vi rimase, come convittore, fino al Luglio del 1972.

“«All’età di sei anni circa — scrive il padre  — cominciò a confessarsi nella chiesa della Madonna della Consolazione col Sac. Vinci, Agostiniano. All’Istituto Politecnico […] si confessava quasi ogni sabato col Sac. Evola, ch’era il Padre spirituale dei Convittori; e nel 1871, quando aveva già compiti i sette anni, dopo aver fatti gli Esercizi spirituali, riceveva la prima Comunione nella Chiesa di S. Francesco d’ Assisi, dove ordinariamente andavano quei Convittori ad ascoltare la Messa »[5].

Nell’anno 1873 Vincenzo ed il fratello Enrico furono iscritti all’Istituto Randazzo, per un solo anno.
A dieci anni studiò nelle scuole elementari dell’Istituto Nautico, e appena terminato l’anno scolastico tornò all’Istituto Randazzo, e vi rimase fino al 1877.
I genitori cercavano in tutti i modi di educare e arginare le irrequietezze del piccolo Vincenzo ma con scarsi risultati.

Per colmo di sventura il 7 aprile 1875 veniva a perdere la mamma, rimanendo orfanello a undici anni, con quelle cattive inclinazioni.   sì precocemente sviluppate[6].

Questo triste evento segna ancora di più il carattere del già irrequieto Vincenzino, che trova sfogo in una serie copiosa di monellerie, come vedremo nel prossimo numero.

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[1] . Cultrera S. Il servo di Dio Fra Giuseppe Maria da Palermo novizio cappuccino, collegiale, seminarista, religioso, morto a 22 anni in concetto di santo (1864 – 1866), Milano, Tipografia S. Lega Eucaristica, 1914, pag.1.
[2] Ibidem.
[3] Ferrigno G. – Cascavilla M. Vita di Vincenzo Diliberto novizio cappuccino. Palermo, Tipografia commerc. Sussurs. F.lli Vena, 1889, pag. 2.
[4] Cultrera S. Il servo di Dio Fra Giuseppe Maria da Palermo, pag. 2.
[5] Ivi, pag. 5.
[6] Ivi, pag. 6.

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