ALLA SCOPERTA DI FRA GIUSEPPE – N.9

Il  “nuovo” seminarista

Le notizie sulla sua persona avevano preceduto Vincenzo in Seminario; tutti i seminaristi lo aspettavano trepidanti di curiosità. Così scrive il Torregrossa nella sua biografia:

Nel Maggio 1881 si levò un gran parlare tra noi della camerata di S. Luigi, in Seminario, perché, nientemeno, doveva venire tra noi un… Santo! Poche notizie della vita di lui, colte a volo sulle labbra dei superiori, subivano strane trasformazioni nella nostra fantasia. Si diceva che era un «convertito», perché prima era stato discolo assai e poi si era mutato in santo, e che questa conversione era avvenuta nel Collegio di San Rocco: ne sapeva i particolari il Sac. Pietro Marchisotta da Giuliana, ministro di disciplina in seminario, che prima era stato nel convitto san Rocco. E un giorno che a passeggio incontrammo il Marchisotta accompagnato da un giovanetto laico, tutti ci volgemmo a guardare con curiosità; e poi furono lunghi e interminabili commenti, perché già dalla compostezza, dallo incedere, dallo sguardo, dal gestire di quel giovinetto laico argomentammo dovesse essere proprio lui il … «santo-convertito»[1].

Prosegue, poi,  raccontando come il Rettore  del seminario, Canonico Ferrigno, diede l’annuncio dell’arrivo del “nuovo” seminarista, chiamando a raccolta la camerata S. Luigi, alla quale era stato assegnato:

Il secondo o il terzo giorno del Giugno, prima del passeggio – se non ricordo male – ricevemmo in camerata una visita inattesa del rettore. […] una visita del Rettore Ferrigno in camerata non era affare di tutti i giorni, e quando capitava o era segno di burrasca o preparava qualche avvenimento straordinario. Quella volta […] ci parlò del nuovo alunno atteso per la domenica, un giovane di grande pietà e di virtù che bisognava edificare con il nostro buon esempio nella osservanza scrupolosa della disciplina.[2].

Finalmente, nel giorno di Pentecoste, il tanto atteso Diliberto fece ingresso in seminario:

La domenica di Pentecoste, che in quell’anno cadde il 5 di Giugno, tornati dalla Cattedrale trovammo in camerata il Diliberto, calmo, silenzioso, tutto intento a riporre le cose sue nei cassetti e nello scaffale del mobiluccio che ciascun di noi teneva accanto al letto e che serviva di armadio e di scrivania. Fece i suoi rispetti al prefetto, salutò cortesemente i compagni, e continuò nella sua occupazione sino al segno del desinare […] Dopo il desinare sedette la prima volta con noi in circolo intorno al tavolino del prefetto per la ricreazione, e rispose con garbo alle domande che gli facemmo: disse di aver frequentato il primo corso dell’istituto tecnico, e di esser venuto in seminario perché Dio lo chiamava allo stato ecclesiastico. Serio, cortese, disinvolto si rivelò […] un ragazzo intelligente e di buona famiglia[3].

Un mese dopo il suo ingresso in seminario, Vincenzo, ricevette il sacramento della cresima; a tal riguardo ascoltiamo ancora la splendida testimonianza del compagno di seminario Torregrossa:

Un giorno entrai in cappella dall’ uscio che dava nella sagrestia; era in un’ora in cui non avrebbe  dovuto trovarcisi alcuno. C’era invece il Diliberto, ed era tutto raccolto a meditare in solitudine, con un vecchio libro di piccolo formato su l’inginocchiatoio […] rosso in volto, come non l’avevo mai visto, ed era tutto in lagrime. Richiusi l’uscio piano piano e mi allontanai. Egli si preparava cosi per la Cresima, dopo aver cercato con premura in biblioteca dei libri che l’avessero istruito sul sacramento ed aiutato a meditare sul dono di Dio che ansiosamente aspettava; e poi ricevette questo dono di Dio con tanta fede e con tanta compunzione da suscitar la meraviglia anche nell’animo del Card. Celesia nostro Arcivescovo[4].

Vincenzo non faticò a far propri i ritmi e lo stile di vita che si conduceva in seminario, dove ben presto venne considerato un modello da superiori e compagni, ma di questo parleremo nel prossimo numero.

_________________
[1] Torregrossa I. Vincenzo Diliberto (Fra Giuseppe Maria da Palermo), Palermo, Tipografia Pontificia 1921, pag.3.
[2] Ivi, pag. 4.
[3] Ivi, pag. 5.
[4] Ivi, pag. 7.

<<< Val al N. 8   Vai al N. 10 >>>

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail