Commento al Vangelo – IV Domenica di Pasqua

Vangelo Gv 10, 1-10
Io sono la porta delle pecore.

Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».


Commento[1]

Gesù si presenta come la porta delle pecore, per insegnarci che dobbiamo passare attraverso di lui. Se non passiamo attraverso di lui siamo ladri o briganti, cioè vogliamo fare il nostro interesse, cercando di prendere anche quello che non ci appartiene. Dobbiamo passare attraverso Gesù per poter essere salvati, per poter vivere bene. La prima lettera di Pietro afferma che Cristo ci ha lasciato un esempio perché ne seguiamo le orme.  Ecco un’indicazione precisa: passare attraverso Gesù vuol dire seguire il suo esempio, vivere come Gesù, imparare a pensare, a parlare, ad agire come faceva lui e l’apostolo ci presenta alcuni esempi del comportamento di Gesù, perché imitiamo il suo atteggiamento profondo. “Non si trovò inganno sulla sua bocca”: noi passiamo attraverso Gesù se impariamo la sincerità, la trasparenza, la coerenza. “Insultato, non  rispondeva con insulti”: passare attraverso Gesù vuol dire non rispondere al male con il male, ma reagire con la benedizione. “Maltrattato, non minacciava vendetta”: passo attraverso Gesù se imparo a perdonare, affidando la mia vita a Dio, l’unico che giudica con giustizia. Solo chi impara da Gesù e vive come Lui sarà salvato, entrerà e uscirà e troverà pascolo: entrerà nell’amicizia con Dio, uscirà dal suo egoismo e troverà soddisfazione nella vita, potrà gustare una contentezza profonda che nasce solo dal passare attraverso la porta e lasciarsi guidare dal Pastore esemplare.

Claudio Doglio

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[1] Doglio C., in Amen, la Parola che salva. Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2020, Anno 3 N.5,  pag. 50.

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