EXCURSUS: GAUDETE ET EXSULTATE N.6

Capitolo V
Combattimento, vigilanza e discernimento

«La vita cristiana è un combattimento permanente. Si richiedono forza e coraggio per resistere alle tentazioni del diavolo e annunciare il Vangelo. Questa lotta è molto bella, perché ci permette di fare festa ogni volta che il Signore vince nella nostra vita» (n.158).

Non si tratta solo di una battaglia contro la mentalità mondana che «ci intontisce e ci rende mediocri», né di una lotta contro la propria fragilità e le proprie inclinazioni. Ognuno ha la sue, precisa Francesco: la pigrizia, la lussuria, l’invidia, le gelosie e così via. Essa è anche «una lotta costante contro il diavolo, che è il principe del male» (n.159), e non è quindi solo «un mito, una rappresentazione, un simbolo, una figura o un’idea» (n.161).

Il dono del discernimento aiuta in questa battaglia spirituale, perché fa comprendere «se una cosa viene dallo Spirito Santo o se deriva dallo spirito del mondo o dallo spirito del diavolo» (n.166).

Per papa Francesco una vita santa non è semplicemente una vita virtuosa, nel senso che persegue le virtù in generale. Essa è tale, perché sa cogliere l’azione dello Spirito Santo e i suoi movimenti, e li segue.

Questo dono è importante, perché ci permette di essere «capaci di riconoscere i tempi di Dio e la sua grazia, per non sprecare le ispirazioni del Signore, per non lasciar cadere il suo invito a crescere» (n 169). E il discernimento non è una sapienza per i colti, i dotti, gli illuminati; è un carisma: «Non richiede capacità speciali né è riservato ai più intelligenti e istruiti, e il Padre si manifesta con piacere agli umili (cfr Mt 11,25)» (n.170).

Francesco conclude la sua riflessione sul discernimento con un paragrafo di particolare rilevanza e che sembra riassumere il senso del percorso compiuto fino a questo momento: «Quando scrutiamo davanti a Dio le strade della vita, non ci sono spazi che restino esclusi. In tutti gli aspetti dell’esistenza possiamo continuare a crescere e offrire a Dio qualcosa di più, perfino in quelli nei quali sperimentiamo le difficoltà più forti. Ma occorre chiedere allo Spirito Santo che ci liberi e che scacci quella paura che ci porta a vietargli l’ingresso in alcuni aspetti della nostra vita. Colui che chiede tutto dà anche tutto, e non vuole entrare in noi per mutilare o indebolire, ma per dare pienezza. Questo ci fa vedere che il discernimento non è un’autoanalisi presuntuosa, una introspezione egoista, ma una vera uscita da noi stessi verso il mistero di Dio, che ci aiuta a vivere la missione alla quale ci ha chiamato per il bene dei fratelli» (n.175).

La conclusione della Lettera
Il pensiero a Maria. Maria è «la santa tra i santi, la più benedetta, colei che ci mostra la via della santità e ci accompagna» da madre qual è: «A volte ci porta in braccio senza giudicarci. Conversare con lei ci consola, ci libera e ci santifica» (n.176).

La speranza del Papa: «Spero che queste pagine siano utili perché tutta la Chiesa si dedichi a promuovere il desiderio della santità. Chiediamo che lo Spirito Santo infonda in noi un intenso desiderio di essere santi per la maggior gloria di Dio e incoraggiamoci a vicenda in questo proposito. Così condivideremo una felicità che il mondo non ci potrà togliere» (n.177).

Fonte: www.diocesisenigallia.it

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