Giovani e santità

I GIOVANI SAPPIANO CHE LA SANTITA’ E’ POSSIBILE, A CONFRONTO CON IL VANGELO

Un giorno, il Vecchio Grande Papa scriveva: Ancora oggi, come al tempo di Gesù, si ode emergere dai giovani un’unica domanda: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?» (Mc 10, 17)

Chi è vissuto a fianco dei giovani (ed io ringrazio Dio di essere tra questi!) sa che occorre proporre senza paura la strada della Santità. Occcore però tracciare la strada ed accompagnare ogni giovane.

E questo avviene quando aiutiamo i giovani a condividere e compiere 3 grandi scelte.

1 – Acquisire la capacità di prendere decisioni importanti fin da ora
Ai giovani io dico: vivere in questo mondo non è esaltante per nessuno. Noi tutti viviamo in una serie di difficili situazioni che, a differenza di quelle delle generazioni precedenti, rivestono un’importanza vitale decisamente maggiore ed esigono risposte concrete. Noi ci sentiamo in gioco come generazione che deve fare delle scelte “etiche” in una vita quotidiana che non ha più paletti da nessuna parte, in una società che viene per­cepita come sempre più “anomica” (priva di regole), a-morale (indifferente alle scelte etiche), quando non “immorale” (corrotta).

Essa non aiuta a prendere decisioni, anzi spinge esplicitamente a non decidere, cioè a non avere norme morali comuni, perché dice “segui la regola che ti sei dato”.

Percepiamo con drammaticità che sta a noi scegliere, non ad altri. Diventa vitale scegliere, ma drammatico nelle insicurezze. In questo sentimento del “dover scegliere” sta tanta parte della nostra vita oggi. Ma contemporaneamente si ha bisogno di “chi aiuti a scegliere e sostenga la scelta”. Questa è la Comunità ecclesiale.

2 – “Credere” sul serio nella Chiesa
Ai giovani dico ancora: occorre riporre finalmente fiducia nella comunità ecclesiale. Occorre
– Superare (in fretta) i nodi rimasti insoluti nel rapporto con la Chiesa.
– Cercare nella chiesa “il nucleo”, “l’anima”: il Vangelo di Cristo, togliendole la cor­teccia “umana”
– Cercare un’esperienza di Chiesa più completa
– Cercar di dare stabilità al rapporto educativo con la comunità
– Affrontare senza paura il cammino di una chiara identità a carattere cristiano
– Una coraggiosa accettazione del Vangelo: contro la “cultura dell’immediatezza” e della “privatezza”, dell’indifferenza e dell’egoismo, della violenza e e della “potenza”.

3 – “Credere” che è possibile raggiungere la pienezza della vita
Ai giovani dico una terza ed ultima cosa: occorre ricercare ad ogni costo la pienezza, la significatività, la grandezza. Non accontentarsi mai: solo allora si rag­giunge la pienezza, cioè Dio.

Ancora oggi, dopo 2000 anni, per tutti i giovani resiste quest’unica domanda: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?» (Mc 10, 17).

Essa nasce solo dalla la sincerità della ricerca e dal rifiuto di «perdere» la propria vita nella futilità. Oggi c’è grande confusione circa i falsi e i veri valori che conferiscono un autentico significato alla vita. I Falsi maestri si rivolgono specialmente ai giovani. Ma non li conquisteranno se essi sapranno dare il primato all’interiorità e si lasceranno affascinare

dalla bellezza “spirituale”, non tanto da quella esteriore
– dalla dolcezza pacificatrice dell’umiltà e della mitezza
– dalla forza rivoluzionaria della giustizia
– dall'”ecumenismo” del rispetto, dell’altruismo e della condivisione
– dalla forza liberatrice dell’obbedienza a Dio
– dal beatificante distacco della povertà
– dalla gioia trasfiguratrice della castità
– dal sereno abbandono nella preghiera e nella contemplazione.

Fonte: www.parrocchiasantonio.org

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail