XXVI Domenica del Tempo Ordinario

VangeloMt 21, 28-32
Pentitosi, andò. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: Sì, signore. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».


Commento[1]

In un dialogo serrato con le autorità religiose del tempio di Gerusalemme Gesù propone una parabola, per far sì che scoprano di essere fuori strada e comprendano la via giusta, cambiando l’atteggiamento di rifiuto. Tutti e tre i Sinottici mettono al centro di questi discorsi polemici la parabola dei vignaioli omicidi. Solo l’evangelista Matteo ne aggiunge altre due, una prima e una dopo, cosicché nel suo racconto troviamo tre parabole di seguito: sono tre storie di fallimento, di ribellione e di rinuncia. È possibile riconoscere nella redazione di Matteo l’intento di distinguere tre sfumature di rifiuto secondo varie fasi storiche: la storia del rifiuto infatti precede Gesù, riguarda Gesù in persona, continua anche dopo Gesù. La parabola dei due figli fa riferimento alla preparazione del tempo di Gesù con l’esplicita menzione di Giovanni Battista: coloro che aspettavano il Messia, proprio i capi religiosi, che sembravano natuùralmente portati ad accogliere la sua venuta, sí sono irrigiditi nel rifiuto; al contrario, quelli che sembravano lontani, perché peccatori, hanno accolto la buona notizia e sono cambiati. Per entrare nel regno di Dio bisogna cambiare! Mentre i pubblicani e le prostitute hanno accolto l’invito del Battista, i farisei non si sono pentiti così da credergli. È decisivo pentirsi, rendersi conto di essere sulla strada sbagliata e cambiare. I peccatori, proprio perché si sono pentiti e hanno creduto alla predicazione di Giovanni, possono entrare nel Regno di Dio.

Claudio Doglio

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[1]  Doglio C., in Amen, la Parola che salva. Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2020, Anno 3 N.9,  pag. 489.


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