XXX Domenica del Tempo Ordinario


Vangelo Mt 22,34-40
Amerai il Signore tuo
 Dio, e il tuo prossimo come te stesso.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».


Commento[1]

«Qual è il grande comandamento?». La domanda rivolta Gesù nasconde una reale questione dibattuta all’interno della scuola farisaica e rivela il desiderio di trovare un principio unificatore all’immensa normativa. I dottori della legge avevano elencato 613 precetti, divisi in 365 proibizioni (tante quante i giorni di un anno) e in 248 comandi positivi (quant’erano le parti del corpo umano secondo una loro anatomia): essendo facile disorientarsi o perdersi in una simile giungla legislativa, era compito di ogni maestro indicare un preciso criterio di interpretazione capace di unificare tutte le leggi. Con la sua risposta Gesù non sembra portare grandi novità: non presenta una norma sua, ma cita due precetti biblici. Ma non è il comandamento dell’amore la novità di Gesù! Ogni persona di buon senso capisce che l’amore è la cosa più importante. Ma la questione è più profonda: è possibile amare? Non basta infatti comandare l’amore, se una persona non ne è veramente capace. Una novità nell’insegnamento di Gesù sta nel notare la stretta somiglianza fra l’amore di Dio e l’amore del prossimo: chi ama Dio, ami anche suo fratello! Ma Gesù non è venuto a comandare l’amore. È venuto a mostrare nei fatti un amore totale e a donare a ciascuno di noi la possibilità di amare. Questa è la sua novità: ci ha resi capaci di amare veramente. Al di là del comandamento dunque, c’è la grazia che crea in noi la capacità di amare come Dio stesso ci ha amati in Cristo Gesù nostro Signore.

Claudio Doglio

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[1]  Doglio C., in Amen, la Parola che salva. Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2020, Anno 3 N.10,  pag. 444.

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